Studio dimostra che le compagnie nel gruppo influiscono sul consumo di alcol

Il vizio del bere aumenta o diminuisce a secondo delle persone che ci circondano

Da quanto riportato sulla rivista americana Health Day News, sono stati raccolti dati per piú di 32 anni sui modelli  comportamentali di più di 12000 persone dedite al bere. I sopranominanti dati sono stati esaminati dal ricercatore Dr. J. Neils Rosenquist e da altri esponenti della professione medica del Massachusetts General Hospital e della facoltà di medicina di Harvard. Lo studio ha dimostrato che il consumo di alcol degli individui ha una diretta correlazione con le persone con cui si associano.

Il recente studio, apparso negli Annals of Internal Medicine (annali di medicina interna), conclude che le persone hanno il cinquanta percento in più di probabilità di bere alcol in forti quantità se hanno parenti o amici a loro volta considerati forti bevitori.

L’articolo afferma che, in base ai dati riportati, i ricercatori hanno anche trovato che trovarsi fra persone che bevono molto, aumenta generalmente il proprio consumo di alcol di circa il 70%, mentre trovarsi fra persone astemie diminuisce il consumo di alcol di metà, .

In molti programmi di trattamento a gli ex tossicodipendenti viene consigliato di evitare le persone che abusano di alcol ed il programma Narconon® di riabilitazione da droghe e alcol si spinge anche oltre, esaminando negli individui, sottoposti al programma, le caratteristiche che possono influire sulla loro capacità di rimanere sobri, definendo il loro senso di etica personale e servendosi di specifici passi che vengono applicati per migliorare le loro condizioni nella vita.

“L’identificazione sia dei fattori di rischio sia di quelli di supporto dei gruppi e degli altri individui, è un elemento chiave per un ricovero permanente”, ha commentato Clark Carr, presidente del Narconon International. “Gli ex tossicodipendenti che si associano con persone che condividono il loro ritrovato desiderio di sobrietà hanno molte più probabilità di rimanere liberi dalla droga.  Questo è uno dei motivi per cui il nostro programma di riabilitazione aiuta chi lo svolge a riguadagnare il controllo della propria vita e dell’ambiente che lo circonda.

La pubblicazione dello studio coincide negli Stati Uniti con l’Alcohol Awareness Month, il mese della consapevolezza sul problema dell’alcol, quando medici, ricercatori, professionisti del trattamento, della prevenzione ed altri sostenitori si concentrano sulla riduzione dei danni causati dal forte consumo di alcol sugli individui e sulla società.

La partecipazione della rete dei centri Narconon degli Stati Uniti a tale campagna ha incluso annunci di servizio pubblico, conferenze educative ed altre misure adottate dai centri stessi per suscitare l’attenzione del paese al problema dell’alcol. Il programma Narconon è molto efficace per la riabilitazione  dalle droghe a lungo termine ed usa una metodologia che non ricorre all’uso di droghe sostitutive, basata sulle ricerche del defunto autore e umanitario L.  Ron Hubbard.  L’organizzazione conta attualmente oltre 150 centri e gruppi in più di 40 paesi di tutto il mondo.

Per maggiori informazioni sul coinvolgimento del Narconon durante il mese per la consapevolezza sul problema dell’alcol o per ottenere l’aiuto necessario per un vostro caro, visitate oggi stesso il sito www.italiano.narconon.org o chiama il numero +39 02 36589162..

Alcol: la vera via d’accesso alle droghe

L’alcol non è solo la sostanza più abusata in America, ma porta anche all’uso di altre droghe

Ad una settimana dal “Mese della consapevolezza sull’alcol”, che si è tenuto ad aprile, il programma Narconon® di riabilitazione e di educazione sulle droghe ricorda alla gente che l’alcol è probabilmente la sostanza più pericolosa in America. Secondo il National Survey on Drug Use and Health (NSDUH), circa il 6% (7.100.000) della popolazione al di sopra dei 12 anni di età, che avevano consumato bevande alcoliche nell’ultimo mese, ha anche riportato di aver fatto uso di droghe illecite nelle due ore successive all’ultima assunzione di alcol.

L’ultimo rapporto ha anche mostrato che più di 17 milioni di americani sono considerati fare uso pesante di alcol. Dalla stima dei 22 milioni di persone, classificate come dipendenti o facenti uso di sostanze stupefacenti nell’anno precedente, 15 milioni risultarono essere dipendenti o abusare di alcol, ma non di droghe illecite. Altri 3 milioni erano dipendenti o abusavano sia di alcol che di droghe illecite. In altre parole, l’alcol è implicato in più dell’80% di tutto l’abuso di droghe del paese.

Molte persone, quando decidono di fare uso di droghe illecite, si trovano sotto l’influenza dell’alcol, e molti tossicodipendenti, che ricadono nelle droghe di strada, lo fanno dopo aver consumato alcol. Malgrado non siano ancora state stilate delle statistiche per questo, tramite dei conteggi esatti.  Il motivo di tale comportamento è che l’alcol non riduce solo le inibizioni, ma in grande misura anche la capacità di pensare razionalmente.

“Se possiamo aiutare a prevenire l’abuso di alcol fra i giovani”, commenta Bobby Wiggins, direttore del programma di educazione sulle droghe del Narconon International,  “sappiamo allora di avere una probabilità molto forte di tenerli lontani anche dalle droghe illecite”.

Di recente, l’uso di alcol fra i giovani di età compresa fra i 12 e i 17 anni si è rivelato in declino, per quanto riguarda il bere in eccesso e l’ubriacarsi, con un calo dal 9,7% all’8,8% nell’arco di un anno.

Il programma di studio del programma Narconon per la prevenzione dell’uso di droghe comprende 8 corsi composti da conferenze e video, che affiancano i piani delle lezioni per insegnanti. La sua efficacia è stata studiata e i risultati sono stati pubblicati nel 2008 sulla rivista Substance Abuse Treatment, Prevention and Policy. Lo studio mostra come siano state individuate significative riduzioni per quanto riguarda l’uso di alcol.

Per maggiori informazioni sulla prevenzione e l’educazione sulle droghe svolte dal Narconon, visitate oggi il sito http://italiano.narconon.org

Nuova droga nei locali notturni mette in pericolo la vita

Tentata messa al bando del mefedrone nel Regno Unito, gli Stati Uniti dovrebbero fare lo stesso

Le culture “underground” delle droghe di tutto il mondo hanno continuato a trovare, sviluppare e ad immettere sul mercato nuove droghe di tendenza per i frequentatori dei locali notturni e quella più recente, il mefedrone, è stata di messa in relazione a casi di ospedalizzazione e perfino di decesso in alcuni paesi.

Il mefedrone è comunemente conosciuto come “bubble” (bolla), “drone”, “meow meow” (miao miao) o “legal high” (sballo legale).  Secondo la polizia britannica, viene importato principalmente dalla Cina e venduto online come fertilizzante per piante. Apparentemente, la droga è già illegale in alcuni paesi e le autorità inglesi stanno cercando di metterla al bando nel Regno Unito, dove negli ultimi mesi la sua presenza è divenuta sempre più dominante.  L’uso di tale droga può dare luogo ad emorragia nasale, bruciore nasale, allucinazioni, problemi circolatori, arrossamenti, ansietà e paranoia, attacchi isterici e visioni.

Secondo l’enciclopedia online Wikipedia, il mefedrone è anche conosciuto come 4-methylmethcathinone (4-MMC), o 4-methylephedrone. È uno stimolante ricavato sinteticamente con proprietà psicoattive, simile all’ecstasy (MDMA). Il mefedrone può essere trovato sotto forma di capsule, pastiglie o polvere bianca, in modo da poter essere ingerito, sniffato o iniettato. Nel 2009 la sostanza era al quarto posto fra le droghe di strada più popolari nel Regno Unito dopo marijuana, cocaina ed ecstasy.

Nonostante la droga sia stata trovata anche negli Stati Uniti, il suo uso non è ampio e una ricerca effettuata sul sito internet della Drug Enforcement Administration (DEA), l’agenzia americana antidroga, ha mostrato risultati limitati, per quanto in essi sia presente la dichiarazione di un sequestro di mefedrone compiuto nello stato dell’Oregon.

“Ciò che spesso si osserva fra i giovani, che rimangono intrappolati nella sottocultura della droga, è che sono portati a credere che un qualcosa sia più sicuro di quanto non lo sia in  realtà”, commenta Clark Carr, presidente del Narconon International.  “Il fatto è che tutte le droghe sono essenzialmente dei veleni e hanno tutto il potenziale per creare abuso, dipendenza e naturalmente anche la morte, tramite l’assunzione di dosi che crano eccessi di tossicità per l’organismo”.

Il Narconon International è presente con programmi di riabilitazione e di educazione sulle droghe in 150 paesi, inclusi gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, ed è considerato un leader nel trattamento basato su risultati di ricerca. I suoi metodi di riabilitazione senza l’uso di droghe sostitutive sono basati sulla ricerca e gli sviluppi compiuti dall’autore e umanitario L.  Ron Hubbard e tramite l’uso di conferenze educative e materiali audiovisivi gli sforzi per la prevenzione delle droghe, compiuti dal Narconon raggiungono milioni di persone ogni anno.

Per maggiori informazioni sugli uffici Narconon per la riabilitazione o l’educazione sulle droghe più vicini a voi, visitate http://italiano.narconon.org

Aumenta l’uso di ecstasy tra i giovani americani

Secondo l’ultimo sondaggio da parte del National Survey on Drug Use and Health (NSDUH), sponsorizzato dai Servizi per la Salute Pubblica degli Stati Uniti, l’uso di droghe illecite è rimasto alquanto stabile fra i giovani americani di età compresa fra i 12 e i 27 anni, fatta eccezione per gli allucinogeni come l’ecstasy.

Malgrado statisticamente quello dell’ecstasy sia un aumento contenuto, la crescita registrata fra il 2007 e il 2008 è avvenuta dopo un periodo di stasi, che aveva seguito a sua volta diversi anni di forte declino. Nel 2008, circa 900.000 persone al di sopra dei 12 anni hanno usato ecstasy per la prima volta, il livello più alto dal 2002.

Nel 2003, il Centro Nazionale di Statistiche Educative americano scrisse che il 29% di tutti gli studenti delle scuole medie superiori aveva riportato che, nell’anno precedente, qualcuno aveva offerto, venduto o dato loro una droga illecita all’interno dell’area di proprietà della scuola.

Narconon® riconosce pienamente che la reperibilità delle droghe nelle scuole continua ad essere un problema in crescita.  Recentemente un nonno preoccupato ha scritto al Narconon International circa la presenza di droghe nella scuola di sua nipote, dicendo: “Vista la gravità del problema, ho scritto al governatore… spiegando il problema e chiedendo il suo aiuto. Quando la lettera cadde nel silenzio senza una risposta di alcun genere, capii che il problema di ‘NESSUNO SE NE PRENDE CURA’ aveva raggiunto i livelli più alti. Potete aiutare?  Potete fornire una qualche direzione o assistenza per fermare la costante influenza giornaliera di droghe e sostanze illecite nelle scuole pubbliche sui ragazzi che scelgono di crearsi una buona formazione e di rimanere liberi dalla droga?”

Sì, il Narconon può aiutare e sta aiutando. Per aiutare a combattere l’uso dell’ ecstasy e di altre droghe, il programma Narconon per la prevenzione delle droghe offre video educativi per le classi, assieme ad efficaci conferenze tenute dal vivo. I conferenzieri Narconon per l’educazione sulle droghe raggiungono ogni anno più di mezzo milione di ragazzi in tutto il mondo, faccia a faccia e dal vivo, mentre i video vengono approssimativamente usati in 7000 scuole di tutti gli Stati Uniti.

Nel 2008, il completo programma educativo Narconon di educazione sulle droghe, composto da otto sezioni, è stato valutato e i risultati dello studio sono stati pubblicati sul’ Substance Abuse Treatment, Prevention and Policy’, una rivista americana destinata agli esperti del settore.  Secondo lo studio, i giovani che avevano ricevuto il programma di studio Narconon per l’educazione sulle droghe hanno mostrato una riduzione nell’uso di droga, confrontata con i dati raccolti per tutte le categorie di droghe, durante i test di controllo successivi avvenuti dopo sei mesi.  Il programma produce anche cambiamenti nel livello di conoscenza, attitudine e capacità di percezione del rischio.

Per maggiori informazioni sulla prevenzione e l’educazione sulle droghe svolte dal Narconon, visitate oggi il sito www.italiano.narconon.org o chiamate il numero

Effetti e dipendenza creati dalla cocaina

Quando si parla dell’abuso della cocaina e della sua dipendenza è importante capire alcuni elementi che fanno parte della storia della cocaina in America, precedentemente trattati anche negli articoli sulla storia dell’uso di droga in America. Questo articolo è stato scritto per aiutare a comprendere la natura di questa droga e per fornire la verità circa la cocaina sfatando i miti di strada creati intorno ad essa.

La dipendenza da cocaina in America

Si è stimato che da tre a quattro milioni di persone in America facciano uso cronico di cocaina. L’uso cronico denota un utilizzo continuo e un forte desiderio per la droga. Nel National Household Survey del 1997, un sondaggio che stima lo sviluppo dell’uso della droga in America, si è scoperto che nel paese vi erano al tempo 600.000 consumatori di crack. La cifra sembrava essere rimasta intorno allo stesso livello dagli anni ottanta.

Fin dai suoi primi usi nel 1800, esiste la credenza dominante che la cocaina sia una droga che crea non dipendenza, perché non dà i sintomi tradizionali dell’astinenza che si osservano invece con gli oppiacei. È vero che la cocaina non crea gli stessi estremi sintomi durante la sua astinenza, ma possiede proprietà assuefanti di tipo psicologico molto elevate. La cocaina è raramente usata da sola, ma fa normalmente parte di una situazione di abuso comprendente più sostanze combinate insieme, la più comune delle quali è l’alcol. Dato che l’uso continuo della cocaina provoca nervosismo e paranoia, questa viene spesso combinata con dei sedativi, come Valium, Ativan e perfino eroina. Fra gli adolescenti, si è scoperto essere popolare l’uso di cocaina in combinazione con alcol o marijuana.

La cocaina è un alcaloide naturale normalmente estratto dalle foglie della pianta della coca, nativa delle montagne delle Ande del Perù e della Bolivia. Dati gli enormi profitti provenienti dalla sua vendita, la cocaina viene ora coltivata in Colombia, Argentina, Brasile, Messico, Indie Occidentali e Ecuador.

Almeno fin dal sesto secolo, gli Indios del Perù masticavano le foglie della coca per ricavarne gli effetti mentali che permettevano loro di sopportare meglio le conseguenze di freddo, fame e fatica. Quando le foglie della coca vennero introdotte in Europa, i tedeschi impararono a produrre il suo alcaloide, la cocaina.

Come molti sanno, la Coca-Cola era originariamente un elisir fatto di foglie di coca e caffeina le cui vendite crearono i capitali con cui fu fondata l’odierna compagnia omonima. La Coca-Cola fu forzata a rimuovere il contenuto di cocaina dalla sua bevanda dalla legge Harrison sui narcotici del 1914, pur continuando a usare la caffeina, nella speranza di non perdere così quella parte di pubblico che la beveva perché dipendente dalla cocaina.

La cocaina oggi in America

Oggi, la cocaina arriva negli USA principalmente dal Sud America dove viene convertita in cocaina idrocloride ed esportata con una purezza del 95%. Dopo essere passata attraverso diversi distributori, arriva sulle strade degli Stati Uniti con una purezza che varia da 0 al 95%. I distributori intermedi la diluiscono o la tagliano per aumentare i loro profitti, usando zucchero o altre droghe che agiscono come la cocaina, quali la procaina o la lidocaina.

A volte, è stata anche venduta senza contenere nessuna traccia di cocaina, bensì con caffeina, anfetamina  e PCP aggiunti al suo posto per simularne gli effetti.

Il mito della non dipendenza – Il dato importante da ricordare circa la cocaina è che essa crea un’ELEVATA dipendenza. La credenza che la cocaina non sia assuefante e che non crei dipendenza è in circolazione da anni, ma molte testimonianze personali provano a sufficienza che è vero il contrario.

Effetti della cocaina

Abuso di droghe mediche e psichiatriche

L’abuso di droghe mediche e psichiatriche è oggi una delle cause maggiori della tossicodipendenza.  Questo problema è cresciuto in modo considerevole negli ultimi dieci anni e solo negli Stati Uniti è responsabile di più della metà di tutte le chiamate ricevute dai siti internet che forniscono assistenza e indicazioni per il trattamento di alcool e altre droghe.

Infatti, una delle organizzazioni che fornisce valutazioni e indicazioni per i centri di riabilitazione dalle droghe, ha osservato un graduale aumento del numero di persone comuni, appartenenti al ceto medio, che sono prese alla sprovvista dall’incapacità di porre fine alla forte dipendenza fisica causata dall’assunzione di antidolorifici a base oppiacea. La maggior parte di queste persone è diventata tossicodipendente senza davvero rendersi conto della gravità della loro dipendenza stessa né della difficoltà di affrontare i sintomi dell’astinenza associati a questi antidolorifici a base d’oppio. Questi pazienti rimangono sorpresi quando si rendono conto di essere diventati dei candidati per i servizi di riabilitazione dalla droga.

Medici, farmacisti e forze dell’ordine hanno riconosciuto questa tendenza all’abuso di droghe “legalizzate” e hanno affrontato il problema con la creazione di alcuni database per identificare coloro che si ritrovano vittime di questa forma di tossicodipendenza e che ricorrono a numerosi medici diversi per ottenere le prescrizioni necessarie a “saziare” la loro dipendenza.

Nel settembre del 2009, la California si è unita ad altri trentasette stati per creare un sistema di monitoraggio delle prescrizioni di droghe mediche e psichiatriche.  Il Procuratore Generale della California ha presentato un sito internet protetto che tiene traccia della prescrizione delle droghe mediche e psichiatriche, permettendo ai medici che si registrano al sito di accedervi per vedere quali altri farmaci assumono i loro pazienti. Le forze dell’ordine seguono a loro volta i dati contenuti nel sito per individuare le tendenze dell’uso delle droghe.

Come nel resto del mondo, in America l’abuso delle droghe mediche e psichiatriche è estremamente costoso sia per lo Stato che per le compagnie di assicurazione medica. Il Sondaggio Nazionale dell’uso della Droga e della Sanità ha stimato che dal venti al trenta percento dei tossicodipendenti della California fanno principalmente uso di droghe “legali”, ottenute tramite prescrizione medica. Nel 2008, l’ufficio del Procuratore Generale dello stato della California ha isolato cinquanta individui che più di tutti visitavano studi medici diversi raccogliendo ricette per procurarsi larghe quantità di farmaci.  Come risultato, sono stati effettuati decine di arresti, incluso un uomo di 53 anni che aveva visitato 183 medici diversi e 47 farmacie per ottenere una grande varietà di antidolorifici.

È stato stimato che miliardi di dollari vengono spesi ogni anno per l’abuso delle droghe mediche e psichiatriche dirottate sul mercato clandestino.  Di sicuro queste misure di monitoraggio fermeranno alcuni dei consumatori illegali evidenziati dal sistema, ma non prendono di mira i problemi sociali di base che conducono le persone a richiedere e a usare pesanti antidolorifici a base oppiacea, né la volontà stessa dei medici di prescrivere tanto prontamente questi “medicinali”, senza invece fornire a riguardo adeguate informazioni e avvertimenti che aiutino i pazienti a porre in discussione il criterio dell’uso di sostanze altamente assuefanti per alleviare il dolore, sia che esso sia reale o semplicemente percepito come tale.

Una percentuale molto bassa di medici è a conoscenza di metodi alternativi per alleviare i diversi livelli di dolore. In generale, i medici non educano il paziente su come questi antidolorifici siano tradizionalmente usati per alleviare dolori acuti post operatori o provocati da fratture ossee, né su come questi non siano da usare per trattare il mal di schiena, sia pure di tipo cronico, o il mal di testa. I medici generici e dei pronto soccorso usano la testimonianza soggettiva dei loro pazienti per documentare l’intensità del loro dolore chiedendogli di classificare il dolore associato al problema evidenziato con un valore da uno a dieci, dove dieci è il valore attribuito al dolore più intenso. Dato che le persone che provano dolore intenso direbbero qualsiasi cosa pur di provare sollievo e dato che il dolore è un problema soggettivo, i pazienti hanno la fama di classificare sempre il loro dolore come estremo.

D’altra parte, se a tali pazienti fosse presentata la realtà degli aspetti negativi associati all’assunzione di tali sostanze su base continuata, essi richiederebbero molte volte altri tipi di farmaci per alleviare il loro disagio. I medici devono ricercare rimedi che non conducano all’assuefazione, risalendo alla causa del dolore piuttosto che sopprimerne la sua sensazione con delle droghe che alterano anche la percezione, i sensi e l’abilità di pensare chiaramente di chi le assume.  L’abuso di droghe mediche e psichiatriche è un grave problema di salute pubblica che deve essere affrontato in modo completo e non solo a livello di violazione della legge.  Questi pazienti hanno bisogno di educazione e di consapevolezza, tali da spingerli a trovare soluzioni alternative al semplice uso di droghe per alleviare il loro disagio.

L’uso di antidolorifici a base oppiacea limita l’abilità del corpo di comunicare con la fonte del dolore e quindi limita enormemente anche la naturale guarigione che può aver luogo nell’organismo.

La tossicodipendenza e il suo trattamento in Italia

L’evoluzione della tossicodipendenza e dei problemi a essa relativi indica la necessità del trattamento delle droghe

Circa tre quarti di chi fa ricorso al trattamento della tossicodipendenza in Italia, fa uso abituale di oppiacei. Approssimativamente il 14% chiede aiuto a causa della dipendenza dalla cocaina e quasi il 10% ha bisogno di riabilitazione per uso di cannabis. Altre droghe che causano la tossicodipendenza e il conseguente bisogno di trattamento sono gli stimolanti di tipo anfetaminico e l’ecstasy.

Nel 2007, più della metà degli incidenti mortali automobilistici furono attribuiti a guidatori sotto l’influenza di sostanze psicoattive, incluso chi avesse fatto uso di bevande alcoliche.

Fortunatamente per l’Italia e per tutti gli italiani, esistono undici centri Narconon® totalmente dedicati al ripristino del completo stato di salute di questo bellissimo paese, rendendolo libero dalle droghe. Quattro di questi sono centri di educazione sulle droghe che insegnano ai giovani come fare le proprie scelte per rimanere fuori dalle droghe ed evitare la tossicodipendenza. I rimanenti otto sono centri di recupero e riabilitazione di tipo residenziale, dove gli italiani possono recarsi per superare in modo sicuro l’astinenza dalle varie sostanze di cui soffrono la dipendenza e per ricostruirsi una vita, dopo che questa è stata distrutta dalle droghe.

Nella zona nord del paese, nelle Marche, non lontano da Firenze e Bologna, ci sono due strutture residenziali per il trattamento delle tossicodipendenze, di cui una sulla costa, presso la città di Pesaro e un’altra leggermente più a sud, nell’entroterra della regione, a Novilara. A Bottanuco poi, in Lombardia, si trova una struttura del Narconon che fornisce lezioni di prevenzione delle droghe per la regione intorno a Bergamo.

Sempre al nord, nei pressi del confine svizzero, c’è un altro centro Narconon di educazione e prevenzione della droga, vicino a Olgiate Comasco, in Lombardia.

La parte più meridionale dell’Italia ospita tre centri Narconon per la riabilitazione: uno nella cittadina di Rende e gli altri due nei paesi di Papasidero e Altilia.

Il famoso “tacco dello stivale” d’Italia ha un centro per il

trattamento dell’alcol e della droga nella città universitaria  di

Lecce. In Sicilia invece si trova un altro centro Narconon per il

trattamento della tossicodipendenza, vicino alla costa orientale, ad  Aci Sant’Antonio.

A Novara, vicino a Milano, esiste un centro di educazione sulle sostanze stupefacenti, proprio al centro di una ricca zona agricola. In fine, a est di Asti e vicino al confine francese e alle Alpi, si trova il centro di trattamento per la tossicodipendenza di Villafranca d’Asti.

Grazie a tutte queste strutture che offrono servizi sia per il trattamento della dipendenza dalle droghe che per l’educazione e la prevenzione, migliaia di italiani possono spezzare le catene della loro tossicodipendenza e riguadagnare una vita produttiva e serena.

I problemi legati alla droga cominciarono ad aumentare dopo la seconda guerra mondiale, quando il gangster Lucky Luciano fu deportato in Italia dall’America. Avendo fatto parte del giro della criminalità organizzata degli Stati Uniti, egli sapeva che qui vi sarebbe stato un mercato per il traffico d’eroina e organizzò dei canali per il traffico di grandi volumi di eroina usando le famiglie della criminalità organizzata d’Italia. Questo fu l’inizio della famosa French Connection, che venne rappresentata nel 1971 nell’omonimo film. La morfina allo stato puro arrivava dalla Turchia a Marsiglia, in Francia, dove veniva trasformata in eroina e poi spedita a sua volta negli Stati Uniti. All’apice di tale traffico, fu stimato che il 95% di tutto l’eroina proveniente negli Stati Uniti arrivasse tramite la French Connection. Una parte, comunque, era sempre disponibile per chi la desiderasse a casa, in Italia.

Nel 1973, le famiglie della criminalità organizzata cominciarono a trafficare anche cocaina, importandola dalla Turchia, dalla Siria, dal Bangladesh e dall’India. La cocaina inondò le maggiori città italiane, ma fu l’eroina che causò i problemi maggiori.

Alla fine degli anni ottanta, furono stimati 100,000 consumatori di eroina nella sola città di Milano. La polizia italiana chiamava Milano la “capitale dell’eroina europea”.

Tra il 1986 e il 1988, il numero delle persone morte per overdose di eroina triplicò, sorpassando la soglia degli 800. Un rapporto del 2009 stimò che i consumatori di eroina di tutta Italia ammontassero a 305.000.

Oggi, la maggior parte dell’eroina viaggia dalla Turchia attraverso l’Albania per poi attraversare un breve tratto di mare ed arrivare in Italia. Circa il 45% dell’eroina che arriva dall’Albania è destinata a rifornire il mercato italiano. Il resto continua il suo viaggio verso altri paesi europei. Quasi tutto il traffico della cocaina in Italia avviene grazie a organizzazioni criminali della Colombia o di altri paesi del Sud America.

Aumento delle morti per overdose indica livelli di consumo piu alti

Tra il 1984 e il 2000, le morti per overdose aumentarono a ritmo costante sia tra gli uomini che le donne. La percentuale più alta di overdose, in entrambi uomini e donne, fu osservata nella fascia compresa fra i 25 e i 34 anni di età. Le percentuali più alte furono inoltre riscontrate nel nord d’Italia, ma il sud fece registrare l’aumento maggiore. Questi aumenti sono considerati per indicare che l’uso di stupefacenti aumentò fra la popolazione in generale in quel dato periodo. Furono osservate in questo periodo 5190 decessi per overdose, e il 95% di essi erano dovuti all’eroina. In circa la metà dei decessi si scoprì che le persone presentavano nel loro organismo un mix di tre o più droghe diverse (eroina, benzodiapezina, derivati della cannabis, cocaina, metadone) che avevano certamente contribuito a provocarne la morte. Si notò inoltre che le persone che interrompevano il trattamento della tossicodipendenza finissero comunemente per assumere overdosi fatali di oppiacei entro breve tempo.

Milioni d’italiani fanno uso di cocaina o cannabis

Secondo un rapporto delle Nazioni Unite, l’uso di cocaina in Italia è raddoppiato tra il 2001 e il 2005 ed è rimasto stabile fino al 2008. Correntemente, l’Italia è terza fra i maggiori mercati della cocaina d’Europa. Si stima che circa 850.000 italiani facciano uso di cocaina.

E come in molte altre parti del mondo, la cannabis (marijuana) è largamente usata. Più di 43.000 libbre (quasi 20.000 chili) della droga sono stati sequestrati nel 2007, indice del volume di questa droga che viene mosso nel paese. La percentuale dell’uso di cannabis fra gli stupefacenti è raddoppiata tra il 2003 e il 2007, salendo dal 7,1% al 14,6 % tra la popolazione italiana sopra i quindici anni di età. In tutto, si stima che nel 2007 vi fossero in Italia circa 5.700.000 consumatori di cannabis.

Narconon celebra decenni di operatività dei suoi servizi di riabilitazione dalle droghe in Spagna e in Italia

Migliaia di persone in Europa devono le loro vite ai programmi di riabilitazione dalle droghe svolti al Narconon Los Molinos, un centro a nord di Madrid, e quello de Il Gabbiano, in Italia.

Narconon Los Molinos ha operato incessantemente per trent’anni, sette giorni su sette, e ventiquattrore al giorno. Uno dei tre centri Narconon della Spagna, è stato un pioniere in Europa, il secondo ad aprire i battenti al di fuori degli Stati Uniti dopo l’avvio di un centro di riabilitazione in Svezia nel 1974. La rete dei centri Narconon, fondata da William Benitez nel 1966 mentre era detenuto nella prigione di Stato dell’Arizona, egli stesso con problemi di dipendenza dall’eroina, nacque con il primo centro residenziale di Los Angeles dopo il rilascio di Benitez e, grazie ai risultati dei suoi metodi, diede luogo a un vero e proprio movimento popolare, che ha portato all’espansione odierna di 150 gruppi in oltre 50 paesi.

Durante una festosa celebrazione di fine settembre, Juan Luis Dominguez, Direttore Nazionale del Narconon Spagna, ha dato il benvenuto a cinquanta dei suoi diplomati e ai loro genitori perché condividessero le vittorie e i successi di una vita libera dalle droghe. “Il 75% dei nostri diplomati raggiunge e mantiene uno stabile stato di sobrietà per il resto della loro vita”, ha detto Dominguez. Tra le tante storie di successo raccontate alla manifestazione, c’è quella di un genitore che ha detto: “Grazie al cielo, abbiamo trovato un volantino del centro Narconon e lo abbiamo contattato. Che benedizione! Nostro figlio ha trovato la direzione giusta in un centro di recupero meraviglioso con del personale fantastico. Ha riottenuto la propria vita, è totalmente recuperato ed oggi è sposato, ha due figli e un buon lavoro”.

Nel frattempo, simili buone notizie venivano diffuse durante la celebrazione del quattordicesimo anniversario della fondazione del centro Narconon Il Gabbiano che si è svolto a Meledugno, una cittadina del Salento, in Italia. Il programma Narconon di riabilitazione dalle droghe è presente in Italia fin dal 1981. Dalla sua fondazione nel 1995, il centro Il Gabbiano si è espanso e può ospitare oggi fino a 100 studenti, con un effettivo che lo rende il centro Narconon grande d’Europa.

Il Sindaco di Meledugno, Vittorio Poti, ha presenziato la manifestazione, a cui hanno partecipato circa 200 persone fra autorità locali, genitori e diplomati del centro. La droga, purtroppo, è da lungo stata un grave problema nel sud dell’Italia e il sindaco si è ampiamente espresso circa “l’interessante e continua collaborazione tra la città di Meledugno e il Narconon Il Gabbiano.

Daniela Prattella, direttore del centro di recupero e riabilitazione dalla droga Il Gabbiano, ha detto: “Il Narconon è sempre stato unito contro l’abuso di alcol e droghe con le comunità che lo circondano, ed ora più che mai”.  Oltre alla riabilitazione, i centri Narconon italiani sono stati encomiati per il loro ampio lavoro di educazione sulla droga svolto con ragazzi e giovani adulti, come pure per la creazione di manifestazioni di sensibilizzazione dell’opinione pubblica in merito al problema droga.

Se un genitore vuole disfarsi di farmaci non usati, cosa può farne?

Sceriffo Baca della Contea di Los Angeles

Sceriffo Baca della Contea di Los Angeles

Smaltimento sicuro dei medicinali – Lo sceriffo Baca, le comunità della Contea di Los Angeles e il Narconon si uniscono per eliminare dai nostri armadietti di casa i medicinali non utilizzati

I farmaci sono tossici, sia per l’ambiente che per le persone, specialmente per i bambini. Alcuni di questi infatti organizzano feste “farmaceutiche” in cui ingeriscono avanzi di medicinali trovati in casa per provarne lo “sballo”. Per questo, in California è stato approvato un nuovo progetto pilota atto a fornire al pubblico punti per lo smaltimento sicuro dei medicinali per mezzo di contenitori di raccolta simili a quelli usati per la posta. Il progetto è stato annunciato il 29 settembre 2009 dallo Sceriffo Baca della Contea di Los Angeles assieme ai sindaci, ai consiglieri e a numerose donne di sei cittadine della stessa contea, a cui si è unito anche il Narconon International.

Il problema è serio. Le droghe maggiormente usate dai giovani negli Stati Uniti sono oggi quelle farmaceutiche, sia quelle che richiedono la prescrizione medica sia quelle da banco, e si tratta purtroppo di una tendenza anche in aumento. I ragazzi si procurano queste droghe acquistandole tramite internet, ma la maggior parte di essi le trova in casa, nell’armadietto dei medicinali.

E cosa dire dei danni all’ambiente? Disfarsi di queste sostanze tossiche gettandole nello scarico delle fognature di casa non è una buona idea. A tale proposito, il Sindaco di Rolling Hills Estates, Judy Mitchell, che rappresenta il Consiglio di Governo della South Bay ha detto: “Per prevenire l’inquinamento delle acque e del sottosuolo, annunciamo oggi un nuovo modo per disfarsi dei medicinali scaduti o che non servono più”.

La semplice soluzione sta nel fornire delle speciali “cassette per la posta” addette alla raccolta dei medicinali da smaltire, che verranno poi distrutti dal Dipartimento dello Sceriffo, tramite incenerimento. Con questo sistema, ci si può disfare anche di droghe illegali che  possono essere così gettate volontariamente. Questo progetto verrà dapprima pilotato, come ha detto lo sceriffo Baca, presso gli uffici dello Sceriffo della città di Lomita, vicino a Los Angeles. Una volta che il pubblico avrà dimostrato il proprio supporto per il progetto, le cassette per la raccolta dei medicinali saranno distribuite in tutta la Contea di Los Angeles.

Baca ha invitato Teddy Chambers del Narconon International perché fornisse il proprio supporto di educazione e sensibilizzazione sulle droghe. “Affinché questo progetto funzioni”, ha detto Chamber, “genitori e ragazzi dovranno venirne a conoscenza. Durante le conferenze educative sulla droga che teniamo a decine di migliaia di giovani ogni anno, i relatori descriveranno questo programma e verranno anche distribuiti volantini da portare ai genitori. Speriamo sinceramente che essi si avvalgano di questa opportunità”.

Non sono soltanto i giovani ad avere l’idea sbagliata che esistono droghe “buone” e “cattive”. Troppi ragazzi credono che le droghe farmaceutiche possano dare un’euforia “sicura”. Questo è falso, falso, falso. Sia i farmaci che richiedono la prescrizione medica che quelli generici da banco sono destinati a specifiche condizioni, specifici dosaggi e periodi di assunzione. L’abuso di un qualsiasi di questi farmaci può provocare nausea, convulsioni, assuefazione ed anche la morte”.

“Non è più necessario accumulare droghe e farmaci nei nostri armadietti dei medicinali”, ha detto lo sceriffo Baca. “Dovrebbero essere portati qui da noi in modo sicuro, dove è possibile sbarazzarsene in via del tutto anonima e dove penseremo noi a trattarli in modo appropriato”.
Per maggiori informazioni sulla campagna per lo smaltimento sicuro dei medicinali negli Stati Uniti, potete visitare http://italiano.narconon.org.

Più riabilitazione per ottenere meno violenza, è il messaggio del Narconon ai professionisti della riabilitazione di Sinaloa, in Mexico.

Mazatlan, Mexico. Il 14 e 15 luglio, lo staff del Narconon International ha svolto un seminario pratico approfondito per gli executive e i consulenti di otto diversi centri di recupero e riabilitazione dalla droga di Mazatlan e di altre città limitrofe nello stato messicano di Sinaloa.

Lo scopo del seminario era di impartire e permettere di fare pratica con le specifiche metodologie usate dal Narconon per il superamento dell’astinenza senza l’uso di droghe e farmaci sostitutivi. Membri del Narconon International presenti erano Clark Carr, Presidente, Eduardo Garcia, Consulente per l’America Latina, e Xochitl Orlandi, Direttore Amministrativo. Inoltre, Charles Tennison, direttore dell’ufficio del Narconon Latin America di Mexico City, assieme a Juan Inez, direttore del Narconon Navajoa dello stato di Sonora.

Mr. Carr e il suo staff sono stati invitati a Mazatlan a presenziare l’evento da Victor Capaceta, direttore di un centro di riabilitazione chiamato Una Luz en el Camino (Una luce lungo il cammino). “Abbiamo 5.000 posti letto per la riabilitazione in Sinaloa”, ha detto Capaceta, “E molte vite affidate alle nostre cure. Per via di ciò che ho imparato circa i suoi effetti a lungo termine, ho chiesto al Narconon di condividere parte della sua conoscenza con noi. Loro sono stati felici di venire e il seminario è stato molto produttivo”.

In un’intervista con un quotidiano dello stato, Noroeste, è stato chiesto a Mr. Carr cosa pensasse della violenza legata alla dilagante guerra della droga lungo il confine tra Messico e Stati Uniti e nella parte nord occidentale del Messico. Ci sono stati migliaia di omicidi negli ultimo due anni, incluse bande di narcotrafficanti che hanno assalito dei centri di riabilitazione. “Le forze militari possono solo essere una parte della soluzione”, ha detto Carr, “Ma questa non può mai essere completa, né definitiva.

Ci devono essere educazione, prevenzione e riabilitazione dalla droga, che sono gli elementi più importanti”.

La risposta da parte dei partecipanti al seminario è stata entusiasta, incluso sessanta professionisti della riabilitazione in entrambe le giornate in cui si è svolto, e decine di pazienti ancora in riabilitazione durante il secondo giorno. Ai partecipanti è stata data l’opportunità di fare pratica con il dosaggio di vitamine e minerali come pure di usarli, e gli è stato mostrato direttamente semplici metodi per ridurre i dolori fisici, per concentrare l’attenzione, e per migliorare la propria capacità di stare di fronte ad altre persone confortevolmente, e di comunicare apertamente. Una persona ha detto: “Questi esercizi indubbiamente favoriranno lo spirito e la passione con cui svolgiamo il nostro lavoro”.  Un medico con molta esperienza nella riabilitazione dalle droghe ha detto: “Durante tutta la mia preparazione professionale, tutto ciò che veniva indicato era solo l’uso di farmaci e droghe, incluse quelle psichiatriche, per sopprimere i sintomi dell’astinenza di altre droghe. Avevo gli occhi bendati e nessun’altra opzione, ma vedo che il Narconon offre una sostanziale alternativa”.

Il network del Narconon comprende 150 centri, inclusi 5 in America Latina e 4 in Spagna. La sua metodologia pedagogica senza l’uso di altre droghe è basata sulle ricerche e le scoperte del filosofo e umanitario L. Ron Hubbard.

Capaceta e Carr sono entusiasti della futura collaborazione tra il Narconon e i centri di riabilitazione del Sinaloa. “Questo seminario è stato di grande successo”, ha detto Capaceta. “Intendiamo lavorare in stretta collaborazione e portare nei nostri centri maggiori tecniche del Narconon, per aiutare il problema della droga nel nostro stato”.  “Più sappiamo e possiamo condividere con altri”, ha detto Carr, “Più vite possiamo salvare, e questo è ciò che conta, giusto?”

Per maggiori informazioni, visitate http://italiano.narconon.org o http://www.narcononsudeuropa.org/index.html