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Informazioni sulla marijuana

Che cos’è la marijuana?

La marijuana è una mistura verde o grigia di fiori e foglie essiccate e triturate della pianta della canapa Cannabis sativa. Esistono più di duecento termini in gergo per la marijuana che includono “canna”, “erba”, “fumo”, “spinello”, “Maria Giovanna”, ecc. Viene usualmente fumata sotto forma di sigarette (chiamate spinello o in altri modi), in una pipa o in pipe ad acqua, chiamate bong.

Negli ultimi anni è apparsa sotto forma di sigari, o “blunt”. Questi sono sigari che vengono svuotati del loro contenuto di tabacco e riempiti di marijuana, spesso in combinazione con altre droghe, quali il crack. Alcuni degli utilizzatori mischiano anche la marijuana al cibo o la usano come infuso da tè.

Il principale principio attivo della marijuana è il THC (delta-9- tetrahydrocannabinol, che è anche lo stesso principio attivo dell’hashish) Nel 1998 si scoprì che le membrane di alcune cellule nervose contengono delle proteine che agiscono come recettori e che legano il THC. Una volta in circolo, il THC avvia una serie di reazioni cellulari che portano all’euforia che chi fa uso di marijuana prova quando la fuma.

Gli effetti dannosi a brevi termine dell’uso della marijuana includono problemi della memoria e dell’apprendimento. Inoltre, alterazione delle percezioni, difficoltà nel pensare e nel risolvere problemi, perdita di coordinazione, aumento della frequenza cardiaca, ansietà e attacchi di panico.

Scienziati hanno scoperto che il fatto di avere sensazioni negative o positive dopo aver fumato marijuana  può essere influenzato da fattori ereditari. Uno studio recente ha dimostrato che gemelli identici di sesso maschile riportano maggiormente reazioni simili all’uso della marijuana che non gemelli non identici, indicando una base genetica per le loro sensazioni. Gemelli identici hanno tutti gli stessi geni, mentre gemelli fraterni solo circa la metà. Fattori ambientali, come la disponibilità della marijuana, come ci si aspetta che la droga abbia effetto, l’influenza di amici e di altri contatti sociali, più altri fattori che possono essere diversi anche fra gemelli identici, sono stati trovati avere un effetto importante. In ogni caso, si è anche scopeto come l’ambiente familiare o quello che i gemelli condividono fuori casa prima dei diciotto anni non abbia nessuna influenza tangibile sulle loro reazioni alla marijuana.

Come viene usata la marijuana?

I prodotti della Cannabis vengono generalmente fumati. I loro effetti vengono sentiti dopo qualche minuto, raggiungono il loro picco in un tempo che varia dai 10 ai 30 minuti, e possono durare per due o tre ore. Gli effetti che si provano spesso dipendono dall’esperienza e dalle aspettative del consumatore individuale, come pure dall’azione della droga stessa.

In piccole dosi, la marijuana induce un senso di benessere e un sognante stato di rilassamento, che può essere accompagnato da un più vivido senso della vista, dell’olfatto, del gusto e dell’udito assieme ad una leggera alterazione nella formazione del pensiero e nell’espressione.  Questo stato di intossicazione può non venire notato da chi osserva. Comunque, incidenti possono avvenire mentre si è alla guida, sul lavoro e in casa a causa della distorta percezione degli spazi e del tempo e per danni alla coordinazione. Dosi maggiori intensificano le reazioni. L’individuo può provare immagini sensoriali che cambiano, emozioni che fluttuano rapidamente, pensieri frammentari con associazioni turbate che si susseguono, un alterato senso di identità personale, problemi di memoria e un’attenuazione dell’attenzione nonostante vi sia l’illusione di un’accentuata capacità di percezione.   Dosi alte possono risultare in immagini distorte, perdita di identità personale, fantasie e allucinazioni.

Pericoli per la salute

La marijuana contiene note tossine e sostanze cancerogene che si accumulate e rimangono nei tessuti adiposi per periodi anche di mesi. I consumatori di marijuana hanno gli stessi problemi di salute di chi fuma tabacco, come bronchite, enfisema e asma bronchiale. Alcuni degli effetti della marijuana includono anche aumento del battito cardiaco, secchezza della bocca, arrossamento degli occhi, riduzione della capacità motoria e di concentrazione, fame frequente e un aumento del desiderio per i dolci. L’uso esteso aumenta rischio ai polmoni e al sistema riproduttivo, come pure soppressione del sistema immunitario. Sono state riportate allucinazioni occasionali, fantasie e paranoia.

Effetti della marijuana sul cervello

Ricercatori hanno trovato che il THC cambia il modo in cui le informazioni sensoriali arrivano e vengono interpretate nell’ippocampo. Questo è una parte del sistema limbico del cervello cruciale per l’apprendimento, la memoria e per l’integrazione dell’esperienza sensoriale con emozioni e motivazioni. Alcuni studi hanno dimostrato che i neuroni del sistema di informazione dell’ippocampo e l’attività delle fibre dei nervi vengono soppressi dal THC. In aggiunta, i ricercatori hanno scoperto che anche il comportamento appreso, che dipende anche dall’ippocampo, viene deteriorato.

I risultati di recenti ricerche indicano inoltre che l’ uso a lungo termine di marijuana produce cambiamenti nel cervello simili a quelli osservati dopo l’uso a lungo termine di altre droghe maggiori.

Gli effetti ai polmoni

Chi fuma marijuana regolarmente può avere molti degli stessi problemi respiratori che ha chi fuma tabacco. Questi individui possono avere tosse e catarro continui, sintomi di bronchite cronica e più frequenti acute infezioni delle vie respiratorie. Continuare a fumare la marijuana può portare ad un anormale funzionamento dei tessuti polmonari danneggiati o distrutti dal fumo della marijuana.

Senza tener conto del contenuto di THC, la quantità di catrame inalato da chi fuma marijuana e il livello di monossido di carbonio assorbito sono da tre a cinque volte maggiori di quelli di chi fuma tabacco. Questo potrebbe avere che fare col fatto che fumando marijuana si inala più profondamente e si trattiene il fumo nei polmoni.

Effetti sulla frequenza cardiaca e sulla pressione sanguigna

Scoperte recenti indicano che fumare marijuana, mentre si inietta cocaina ha il potere di causare gravi aumenti della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna.  In uno studio, su consumatori avvezzi  alla  marijuana e alla cocaina veniva somministrata prima solo marijuana e solo cocaina e poi una combinazione delle due.

Ognuna delle droghe da sole creava effetti cardiovascolari e quando in combinazione, gli effetti erano maggiori e duravano più a lungo.  Il ritmo cardiaco del soggetto in studio aumentò di 29 battiti al minuto con la sola marijuana e di 32 battiti al minuto con la sola cocaina.  Quando le droghe venivano somministrate insieme, il ritmo cardiaco aumentò di 49 battiti al minuto e persistette piu a lungo.  Le droghe vennero somministrate al soggetto che stava tranquillamente seduto.  In normali circostanze, un individuo può fumare marijuana e iniettare cocaina e poi fare qualcosa di stressante per il fisico che può aumentargli il  rischio di sovraccaricare il sistema cardiovascolare in modo notevole.

Effetti dell’uso pesante di marijuana sulla capacità di apprendimento e sul comportamento sociale

Uno studio effettuato sugli studenti di un college ha mostrato che capacità fondamentali legate all’attenzione, alla memoria e all’apprendimento vengono danneggiate nelle persone che fanno uso pesante di marijuana, anche dopo averne cessato l’uso per almeno 24 ore.  I ricercatori paragonarono sessantacinque “fumatori accaniti”, che avevano fumato marijuana di media 29 giorni sui 30 appena trascorsi e sessantaquattro “fumatori leggeri” che avevano fumato di media un giorno su trenta. Dopo un periodo di attento monitoraggio, che variò da 19 a 24 ore di astinenza dalla marijuana e altre droghe illecite o alcool, gli studenti vennero sottoposti a diversi test standard per misurare la memoria, l’attenzione e l’apprendimento.  In confronto ai fumatori leggeri, quelli che facevano uso pesante di marijuana fecero più errori ed ebbero più difficoltà a mantenere l’attenzione per far fronte ai cambiamenti che avvenivano nell’ambiente, come pure nel registrare, interpretare e usare le informazioni ricevute. I risultati suggeriscono che il danno maggiore dei fumatori più accaniti è probabilmente da attribuire all’alterazione dell’attività cerebrale prodotta dalla marijuana.

Studi prolungati sull’uso della marijuana fra i giovani in età pre-college indicano che coloro che usano la droga hanno risultati inferiori a coloro che non la usano, accettano maggiormente comportamenti devianti, tendono alla delinquenza, all’aggressività, a una maggiore ribellione, ad avere cattivi rapporti coi genitori e a legare di più con amicizie connesse alla delinquenza e traffico di droga.

La ricerca mostra anche più rabbia e comportamento più regressivo (succhiarsi il pollice o fare i capricci) nei bambini di genitori che usano marijuana rispetto a quelli di genitori che non ne fanno uso.

Effetti sulla gravidanza

Qualsiasi droga può avere effetti sulla salute di una madre durante la gravidanza e questo è un momento in cui ella dovrebbe prendere particolarmente cura di sé stessa. Le droghe possono interferire con appropriati nutrizione e riposo, il che può influenzare il buon funzionamento del sistema immunitario. Alcuni studi hanno trovato che i bambini nati da madri che facevano uso di marijuana erano più piccoli di quelli di madri che non la usavano. In generale, i bambini più piccoli hanno più probabilità di avere problemi di salute.

Una madre che fuma marijuana durante l’allattamento passa il THC al bambino nel latte materno. Ricerche indicano che l’uso di marijuana durante il primo mese di allattamento al seno può compromettere lo sviluppo motorio del bambino (il controllo del movimento muscolare).

Potere assuefante

Una droga è assuefante se ne provoca il desiderio compulsivo, spesso incontrollato, la sua ricerca e il suo uso, anche di fronte a cattiva salute e conseguenze sociali. La marijuana raggiunge tali criteri. Più di 120.000 persone ogni anno ricorrono a trattamenti per la loro principale dipendenza da marijuana. In aggiunta, studi su animali suggeriscono che la marijuana causi dipendenza fisica e che alcune persone riportano segni di astinenza.

 

Diffusione dell’uso della marjuana

Il sondaggio MTF (Monitoring the Future) sovvenzionato dal NIDA (National Institute for Drug Abuse) fornisce un accertamento annuale dell’uso di droga tra gli studenti americani delle ultime classi delle scuole medie inferiori e del secondo e quarto anno delle superiori.   Dopo essere calato per oltre dieci anni, l’uso di marijuana tra gli studenti è ricominciato a salire all’inizio degli anni ’90.  Dal 1996 al 1997, l’uso di marijuana,almeno una volta nella vita, è aumentato fra gli studenti delle scuole superiori, continuando la tendenza osservata negli ultimi anni.  La percentuale dell’uso di marijuana una volta nella vita è il più alto dal 1987, ma tutte le percentuali rimangono al di sotto di quelle osservate negli ultimi anni ’70 e nei primi anni ’80. Le statistiche dell’uso della marijuana non hanno subito notevoli cambiamenti dal 1996 al 1997 in nessuna delle tre classi, suggerendo che il drammatico aumento degli ultimi anni potrebbe essere rallentato. L’uso quotidiano di marijuana nell’ultimo mese è aumentato tra gli studenti del quarto anno delle superiori, ma è diminuito tra quelli dell’ultima classe delle inferiori. Questo modello di aumento tra gli studenti più anziani e di stabilità o diminuzione delle percentuali tra gli studenti è stato trovato con diversi segni nell’ MTF del 1997.

Gruppo di lavoro epidemico comunitario (CEWG)

Il ritorno dell’uso della marijuana continua specialmente fra gli adolescenti. I segnali sono stati l’aumento della media dei casi associati con la marijuana, riportati dai pronti soccorsi di dieci città dal 1994 al 1995, l’aumento della percentuale di ricoveri per trattamenti in tredici aree e le percentuali in aumento del National Institute of Justice’s DrugUse Forecasting (DUF) di arresti tra i minori in numerose località. In molte città, come Minneapolis/St.  Paul, l’aumento delle cifre dei trattamenti sono state particolarmente visibili tra i minori. Due fattori possono aver contribuito al drammatico balzo in avanti con avverse conseguenze: una maggiore potenza e l’uso della marijuana mista con o in combinazione con altre droghe pericolose.

Sondaggio residenziale nazionale sull’uso di droga (NHSDA)

La marijuana rimane la droga illecita più comunemente usata negli Stati Uniti. Nel 1995 la cifra stimata di persone che cominciarono a usare la marijuana per la prima volta fu di circa due milioni e mezzo. Secondo i dati riportarti dal NHSDA nel 1996, più di 68.000.000 di americani (il 32%) dai dodici anni in su hanno provato la marijuana almeno una volta nella loro vita e quasi 18.400.000 (l’8.6%) aveva usato marijuana nell’anno precedente.  Nel 1985, 56.500.000 di americani (il 29.4%) hanno provato la marijuana almeno una volta nella loro vita e 26.100.000 (il 13.6%) aveva usato marijuana nell’anno precedente.

Queste informazioni sull’uso della marijuana sono presentate dal Narconon International