Storia della marijuana
Primi stadi della marijuana

La marijuana è stata usata come mezzo per produrre euforia sin dai tempi antichi. Fu descritta in un compendio medico cinese tradizionalmente considerato avere data attorno al 2737 a.C. Il suo uso si diffuse della Cina all’India, poi al Nord Africa e raggiunse l’Europa almeno nel 500 d.C.
Il primo riferimento diretto a un prodotto della Cannabis come agente psicoattivo porta la data del 2737 b.C. negli scritti dell’imperatore cinese Shen Nung. Enfasi era posta sui suoi poteri medicamentosi per i reumatismi, la gotta, la malaria e, stranamente, la mancanza di attenzione. Fu fatta menzione anche delle proprietà intossicanti, ma il valore medicinale era considerato più importante. In India del resto la marijuana venne usata chiaramente a scopo ricreativo. Anche i musulmani la usavano a scopo ricreativo, poiché l'alcool era bandito dal corano. Furono i musulmani che introdussero l’hashish, la cui popolarità si diffuse rapidamente durante il dodicesimo secolo in Persia (l’odierno Iran) e in Nord Africa.
La marijuana in America
Nel 1545 gli spagnoli portarono la marijuana nel Nuovo Mondo. Gli inglesi la introdussero in Jamestown nel 1611 dove diventò una delle maggiori colture commerciali assieme al tabacco e veniva coltivata come risorsa di fibre tessili.
Nel 1890, la canapa venne rimpiazzata dal cotone come coltura maggiormente redditizia negli stati del sud degli Stati Uniti. Alcuni brevetti di medicinali di quell’epoca contenevano marijuana, ma si trattava di una piccola percentuale a confronto del numero di medicinali contenenti oppio o cocaina. Fu negli anni 20 che la marijuana cominciò a prendere piede. Alcuni storici dicono che la sua comparsa fu provocata dal Proibizionismo. Il suo uso ricreazionale era ristretto a musicisti jazz e a persone del mondo dello spettacolo.
“Refeer songs” (letteralmente “La ballata dello spinello”) divenne in voga nel mondo del jazz. I club della marijuana, chiamati “tea pads” (cuscinetti da tè), spuntarono in ogni più grande città. Queste strutture per il consumo della marijuana venivano tollerate dalle autorità perché la marijuana non era illegale e i clienti non mostravano dare noie o disturbare la comunità. La marijuana non era considerata una minaccia per la società.
La marijuana fu parte degli elenchi della Farmacopea degli Stati Uniti dal 1850 fino al 1942 e veniva prescritta per svariate condizioni, inclusi i dolori del parto, la nausea e i reumatismi. Il suo uso come sostanza intossicante fu anche un luogo comune dal 1850 fino agli anni 30. Una campagna condotta negli anni 30 da parte del U.S. Federal Bureau of Narcotics (divenuto oggi il Bureau of Narcotics and Dangerous Drugs) cercò di descrivere la marijuana come una potente sostanza stupefacente che porta chi ne fa uso alla tossicodipendenza. È ancora considerata una droga “d’entrata” da alcune autorità. Negli anni 50 divenne un accessorio della generazione beat. Negli anni 60 veniva usata dagli studenti dei college e dagli “hippies” e divenne un simbolo di ribellione contro le autorità.
Il Controlled Substances Act del 1970 classificò la marijuana assieme all’eroina e all’LSD come droghe di Schedula 1, ossia aventi il maggior potenziale relativo per essere abusate e nessun uso medico accertato. La maggior parte della marijuana a quel tempo veniva dal Messico, ma nel 1975 il governo messicano accettò di sterminare le coltivazioni cospargendole con il pesticida spray paraquat, sollevando la paura di effetti collaterali tossici.
La Colombia allora divenne il fornitore principale. Il clima di “zero tolleranza” dell’amministrazione Reagan e di quella Bush risultò nel passaggio di leggi restrittive e di sentenze obbligatorie per possesso di marijuana e aumentò la sorveglianza contro il contrabbando lungo i confini meridionali. La “guerra alla droga” quindi portò con se il passaggio dalla dipendenza da forniture importate a coltivazioni nazionali (particolarmente in Hawaii e in Californa).
A cominciare dal 1982 la Drug Enforcement Administration pose maggiore attenzione alle coltivazioni di marijuana negli Stai Uniti, e ci fu un passaggio alla coltivazione di piante al coperto, specificamente sviluppata per piccoli quantitativi e alto rendimento. Dopo un decennio di diminuzione del suo uso, fumare marijuana divenne nuovamente una tendenza in aumento all’inizio degli anni 90, specialmente fra gli adolescenti.







